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Lettere Ebraiche – La lettera Mem

1 Mar 2023Blog

Oggi Il Grimorio approfondisce la lettera Mem di cui abbiamo parlato ieri a proposito dell’Arcano XIII a cui è legata.
La lettera Mem è la tredicesima lettera ebraica , una delle tre Lettere Madre con Aleph e Scin, le prime tre lettere create.
Per la Blavatsky è la lettera più sacra, l’Androgina, ed esprime le acque nella loro origine o “Grande Abisso” dalle quali sorgono le esistenze, anche se solo temporaneamente, staccandosi e ricongiungendosi continuamente con la Deita’ .
Dopo Lamed, che rappresenta il ciclo completo, abbiamo il 12+1, il 13, la Mem, che va oltre il ciclo completo, oltre il finito, oltre il prima e il dopo, nell’Istante infinito che è Evoluzione. Dopo il 12 siamo ora nell’Attimo senza Tempo e senza Spazio in cui si concretizza l’Eternita’.
In un anno le lune sono 13, proprio perché è un perpetuarsi all’Infinito dei cicli.
Mem è la Madre, la Matrice Universale, la Sostanza Eterna. È la Grande Generatrice Femminile. E’ il punto di congiunzione tra un prima e un dopo, è cambiamento, la Ripresa dopo la fine, la Metamorfosi.
E’ la Connessione tra Mondo delle Forme e Mondo senza Forma, elemento di transizione tra cicli, la Materia Prima del Mondo.
Insieme Morte e Rinascita, Ritorno, perché Flutto. Ogni nuovo inizio necessita la morte dei vecchi sistemi per permettere la trasformazione e l rinascita.
Ed ecco che infatti nell’Ebraismo Mem è il geroglifico che rappresenta Le Acque, Matrice di Vita, uniche e immortali, coloro che donano l’immortalità, fonti di Sapienza di Guarigione, di Purificazione e di Vivificazione.
Le Acque, non l’Acqua. Il Singolare di Acque in ebraico neppure esiste. Ed ecco che Mem è duplice, ha due forme per le due acque e per i due stati dell’anima.
Dio separò le acque nella notte dei tempi, per creare: Mayim, le Acque, al di Sopra e Mayim, le Acque al di Sotto. E così fu’.
Due forme e due funzioni della Mem, una aperta e una chiusa. Di utilizza sempre la Mem aperta, tranne in fondo alle parole, dove invece si utilizza la forma chiusa.
In Mayim, Le Acque, le troviamo entrambe, la aperta all’inizio e la chiusa al termine, in un dolce fluire di acque che fanno di Mem il simbolo unificante di ogni dualismo, di Vita e Morte, di Inizio e Fine, di Maschile e Femminile, per ottenere quell’infinita’ di attimi fusi insieme, la Dualità vinta per un infinito istante, lei stessa duplice.
Le Acque Inferiori, Mem aperta, e Le acque Superiori, la Mem chiusa.
La Mem aperta sono le sorgenti e quel che è manifesto, la gloria rivelata delle azioni di Dio. La Mem chiusa sono invece le acwue celate nel ventre di Madre Terra, tutte le Regole Celesti celate.
Una Mem Ambivalente come il Creato, insieme Celato e Rivelato, Nascosto e Mostrato. Comunque liquida, legata al flusso del Divenire, elemento dinamico che sempre scorre e trasforma. Dio non si trova in nessun posto fisso, ma piuttosto Passa e Scorre, e facendolo orienta lo spazio. Pura Energia. Fluidità in ogni cosa, nei liquidi, nelle emozioni e nelle energie.
Due Mem che rappresentano anche i due stati dell’anima, quella che si incarna e quella che resta celata, divina, quella che ricorda la sua segreta origine sacra. Per vivere appieno devono essere in armonia e sincrone. La Mem è l’Istante Perfetto Infinito in cui le nostre due anime suonano insieme la stessa sacra armonia.
Anche la Torah ha due letture, l’esoterica, Nistàr, e l’essoterica Niglá, inscindibili e che parlano della stessa Verità.
Per nascere e Venire alla Luce di devono rompere Le Acque. Per rinascere dopo il Diluvio Le Acque devono retrocedere.
Tutto rinasce continuamente, modificandosi in un flusso perpetuo.
Così Mem è Creazione e Distruzione continua, Il Vero Principio Rinnovatore. È la Putrefazione, la Fine, ma è anche Evoluzione e Rinascita ad un’ottava superiore, mentale ed emozionale, Rigenerazione Energetica.
Geometricamente l’archetipo Mem è la Spirale Infinita, rinascita e reincarnazione, flusso vitale in continuo movimento ed evoluzione. Ascensione del cerchio dal Basso verso l’Alto, per unirsi a Dio e all’Uno.
Rappresenta il cammino spirituale che atttaverso continue esperienze conduce alla Deita’. Una Spirale che è Energia Divina che ci avvolge e ci purifica elevandoci.
Il 13 e la Mem è l’Alchimista, l’Uomo che affronta l’Estrema Prova della Materia per scoprirsi Spirito Immortale. La Mem è infatti la lettera dei Semplici.
Siamo davanti alla nostra Iside Velata, utero nascosto di tutto quel che esiste, il Sole Nero e Invisibile al centro dell’Universo, l’Eterno Femminino. Il Sole degli Illuminati.
Svelando Iside si realizza la nostra personale Apocalisse per entrare in un nuovo ciclo di Rivelazione e Ascensione.
Quando ci si immerge nelle Acque si simula una morte a cui segue una rinascita. Si smette di respirare per poi riprendere. Ogni bagno rituale è una piccola morte e rinascita dopo l’attimo infinito di Connessione con il Divino che trasforma.
Spogliati dalle 12 maschere archetipali delle personalità, ne abbiamo assorbito tutte le potenzialità, fondendole e superandole per creare la Summa, come accade per i colori, la cui unione e fusione è il Bianco, il Non Colore.
È questa la morte mistica dell’Ermetismo, la capacità dell’Iniziato di arrivare ad uno stasto di coscienza pari a quello della morte fisica, pur restando pienamente vitali, poiché in realtà non si è mai stati così vitali come in quell’istante di Unione con l’Uno.
Ogni falsa personalità è distrutta e l’energia primaria è libera di brillare.
Le antiche civiltà chiamavano gli Iniziati “Morti Viventi”, poiché erano come morti e rinati in uno stato di esustenza e in una realtà così diversa dalla precedente da non essere più legati a questo mondo. La Realtà ornai spogliata di ogni orpello che di fa Libertà e Maestria. Potenza Immensa.
È l’acacia dei Massoni, che insegna che bisogna saper morire per vivere nell’Immortalita’.
In Ghematria è 40, numero di attesa e di preparazione, di rivelazione e purificazione. Come il Diluvio Universale, come i 40 giorni di Mosè sul Sinai, come i 40 anni del popolo d’Israele nel deserto.
In Riduzione Teosofica è un 4, la vera trasformazione dell’Imperatore, che finalmente abbandona il mondo dei sensi e della Materia per farsi fluido, entrando nel Nigredo e nel Femminino.

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